Grateful Dead – Sunshine Daydream (3CD+1DVD – recensione)

Grateful Dead - Sunshine Daydream (cover)Eccomi, di nuovo, a parlare di Grateful Dead. Anche a costo di sembrare monotematico non si può lasciar passare sotto silenzio questo “Sunshine Daydream”, ovvero uno degli oggetti più desiderati e attesi dalla moltitudine delle Deadheads in giro per il globo.

Un cofanetto, sono infatti 3 CD ed un Blu-Ray (disponibile anche la versione DVD), che finalmente rendono giustizia al concerto tenuto dai Nostri il 27 agosto 1972 a Veneta, in Oregon. Già, IL 1972. Non credo di dover spiegarvi io cos’è anno quell’anno per i Dead, e avere l’ennesima possibilità di ascoltarli aggiunge un’ulteriore conferma dello stato di grazia raggiunto in quei mesi da Garcia e compagni. La vera chicca è però ovviamente il video allegato, ovvero il film girato all’epoca che in larga parte documenta il concerto.

garcia-nakedLa durata del supporto video è solo di un’ora e quarantacinque, ma vi posso assicurare che ne vale la pena. Lo stesso David Lemieux ne parla come di una delle più importanti uscite dei Dead di sempre, e non esagera. Il lavoro di restauro compiuto sulle immagini è da stato dell’arte, e anche se il materiale di partenza non era il migliore possibile (scordatevi il 70mm) per l’epoca le immagini sono nitide e pulite, ed è stato un vero piacere per il sottoscritto, che come molti di voi sicuramente aveva già visto il girato su youtube, constatare il miglioramento netto della qualità audio e video.

children-dogMa il vero valore aggiunto di quest’uscita, più che l’audio rimasterizzato o il Blu-Ray restaurato, è la possibilità di immergersi, anche se solo per un paio d’ore scarse, in quegli anni ’70; sono gli stacchi sul pubblico, la costruzioni di un palco a dir poco improvvisato e i sorrisi felici delle migliaia di persone -ricordo che il concerto era un benefit- che fanno di quest’uscita qualcosa di speciale. Certo, il video non comprende tutto il concerto -probabilmente perché le camere a disposizione con il buio diventavano inservibili- ed il montaggio non è perfetto, ma anche in questo sta la bellezza di questo documento.

philSulla performance non c’è molto da dire, la registrazione è stra-famosa tra i Deadheads ed è molto quotata: non sono la persona più adatta a disquisire sulle varie versioni e sulle scalette, ma a mio parere si tratta di una scaletta ottima, e mi basta dire “Dark Star”, “Casey Jones” o “Greatest Story Ever Told” per accontentare, credo, un po’ tutti.

Una nota per i collezionisti: sul sito dead.net esistono delle versioni da collezione di questo cofanetto: una in vinile (esaurita) ed un paio con un libro fotografico a corredo del materiale. Io stavolta ho passato preferendo la versione standard -decisamente più economica- reperibile anche in Italia.

crowd

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