…di quando i Gov’t Mule suonarono a Milano

mule130710_01Una prima idea di questo blog l’ho avuta proprio lo scorso 10 luglio quando, all’OCA di Milano, ho visto i Gov’t Mule. Possibile, mi chiedevo -e un po’ me lo chiedo ancora- che in Italia ci siano centinaia di blog sulle cose più assurde e a nessuno sia venuto in mente di parlare di questo mondo?

Dicevamo del concerto: travagliato. Questa la prima parola per definire il live, l’unico in Italia, della band di Warren Hayes e soci. Annunciato a Vigevano nell’ambito di Dieci Giorni Suonati quando tutta la rassegna è costretta a traslocare a Milano ecco che il luogo scelto diventano le Officine Creative Ansaldo, interessante progetto di recupero industriale che vede il Comune e Barley Arts cooperare con attività, mostre e anche concerti. Peccato però che l’area scelta per il live sia a dir poco infelice, con un monolite bianco (forse una citazione di 2001 Odissea nello Spazio…) che oscura la visuale di metà palco a molti dei presenti, e con un bel soffitto alto di quelli perfetti per il rimbombo. Fin qui le note negative, anche se c’è da aggiungere che Barley Arts ha deciso di ricompensare i malcapitati spettatori con un biglietto omaggio per un altro a scelta dei loro concerti (chapeau!).

Passando alle cose positive c’è da dire che i Muli non si son lasciati scoraggiare dalla situazione sfavorevole, e si son prodotti in un concerto degno della loro fama. Il tour è una sorta di anticipazione europea di “Shout!”, ovvero il disco che la band pubblicherà a settembre (e di cui arriverà recensione), e per l’occasione son stati presentati due brani dal lavoro: “No Reward”, un classico brano hard blues di cui ho apprezzato particolarmente il basso di Jorgen Carlsson, e “Captured”, una ballata più liquida (a Milano è durato oltre 11 minuti) che mette bene in mostra la chitarra e consente assoli a piacimento. Non ho ancora ascoltato gli altri pezzi suonati in giro e che finiranno su “Shout!”, ma se la qualità è quella mostrata a Milano ci sarà da divertirsi, e molto.

I miei personali momenti top son stati l’esecuzione di una splendida “Slackjaw Jezebel” (lo confesso: il mio brano preferito dei Muli), la lunga jam che partendo da “Bad Little Doggie” ha portato a “Mule”, con un breve estratto da “Whole Lotta Love” e una “Forevermore” da incorniciare. La cover di Hallelujah ha poi dimostrato, a chi ancora non l’aveva capito, che Warren Hayes oltre ad essere un chitarrista sopraffino è anche un ottimo cantante.

Si potrebbe argomentare all’infinito sul fatto che noi in Italia non possiamo godere appieno del genio di Hayes in tutte le sue avventure collaterali (Allman in primis, ovviamente), ma stavolta meglio guardare il bicchiere mezzo pieno: i Gov’t Mule sono una gioia per le orecchie che possiamo apprezzare anche in Europa, e tanto ci basta.

Ecco i link per il download:

registrazione amatoriale (di cui ringraziamo il Team Southern Germany)

bootleg ufficiale (a pagamento)

Ovviamente se la musica vi piace consiglio caldamente di supportare gli artisti in uno dei molti modi a disposizione.

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Un commento

  1. […] generalista. La versione in studio di “Captured”, che avevo ascoltato in anteprima a Milano lo scorso luglio, conferma già l’ottima impressione del live e si conferma come uno dei migliori lenti nel […]

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